
Il contratto con Dior Homme era già firmato, pensi, avrei dovuto fare il bello della coppia che avremmo formato io e l'altro testimonial designato, David Beckam. Da ragazzo ero bello quanto un Dio greco, glielo giuro, provi a chiederlo ai miei ex compagni delle giovanili di Boulogne-sur-Mer. Stavamo tornando da una trasferta con la nazionale francese, credo che lei stesse aspettando i giocatori dell'Italia per intervistarli. Un destino bastardo ha voluto che quella sera ci incrociassimo nello stesso aeroporto. Lei mi fissava mentre mi avvicinavo al gate di imbarco, sembrava volesse mangiarmi con gli occhi. Poi, quella frase maledetta. Fu la fine dei miei sogni pubblicitari, di quelli per una casa di cosmetici, almeno. Mi fissò dritto negli occhi e mi disse: "Quanto sei bono, Franck. Me fai tremà come 'na geisha cor Parkinson. Fatte tocca 'sto bel visetto."
A parlare è Franck Ribéry, il fortissimo esterno del Bayern Monaco dai lineamenti un po' naïf. La presunta cornacchia del malaugurio, invece, sarebbe Francesca Sanipoli, la bella e brava inviata Rai finita suo malgrado nel tritacarne di Calciopoli. Pare che Luciano Moggi, grazie alla compiacenza del suo amico e - a quei tempi - direttore di Rai Sport, Ignazio Scardina, avesse ottenuto di relegarla al dequalificante ruolo di redattrice, con divieto tassativo di occuparsi delle partite della Juventus.
Almeno questo è quanto sostiene la telegiornalista nella causa di lavoro che porta avanti da alcuni anni e della quale ha parlato la settimana scorsa al processo di Napoli, processo nel quale è stata chiamata a deporre, come testimone dell'accusa, dai p.m. Logorroica oltre il sopportabile, la testimone Sanipoli ha costretto a più riprese il presidente del tribunale Teresa Casoria a ricordarle che le domande, in un processo, spettano ai giudici, all'accusa e alla difesa, mentre i testimoni devono limitarsi a rispondere. Ma il picco di nervosismo la Francesca adulatrice (falsa, si era capito?) di Franck e adoratrice (vera) di Francesco (Totti) l'ha raggiunto quando l'avvocato difensore di Luciano Moggi, Maurilio Prioreschi, le ha chiesto lumi sulle voci di una sua presunta propensione a portare sfiga che giravano negli ambienti juventini fino al 2006. Apriti cielo. "Mi dica chi le ha riferito quelle cose!", si è inalberata contro l'avvocato, il quale l'ha stoppata rifugiandosi nel provvidenziale quanto doveroso segreto professionale.
Francescona nostra, tanto per citare le uniche cifre che le sono sfuggite nel mare di dati snocciolati a perdifiato per dimostrare le vessazioni subite in Rai, nel periodo 2000-2006 si è sparata la bellezza di 243 giorni di malattia, "per due depressioni" dice. Roba che se la becca Brunetta la manda a seguire i pignoramenti di Unicredit alla famiglia Sensi vestita da ancella greca.
E come se non bastasse, a testimoniare l'accanimento verso di lei, la Sanipoli ha anche ricordato come fino al 2003-2004 fosse stata impiegata come inviata per seguire la Nazionale, ma poi, con l'avvento di Marcello Lippi come c.t., fine delle trasmissioni. Torna a casa, Francy. E poi non dovrei dire che Calciopoli ci ha fatto male?
Io, come ha tenuto a precisare l'avvocato Paolo Trofino nel contro-interrogatorio della Sanipoli seguito a quello di Prioreschi venerdì scorso, a queste cose della sfiga non credo, anche se il giorno successivo - quello di Juve Napoli, da 2-0 per noi a 2-3 per loro - credo che, come inviata a Torino, ci fosse proprio lei. Boh, si vede che a menare gramo era Moggi, almeno per chi ci crede.
"Perché nel nostro ambiente certe dicerie possono rovinare una vita, non solo una carriera", ha concluso seccata la Sanipoli in tribunale. Che poi, a onor del vero, il martedì dopo l'hanno mandata pure a Tel Aviv, dove la Juve ha vinto in Champions League.
Ma sì, tutte puttanate. Come certe telefonate, d'altronde, che di vite e di carriere ne hanno rovinate per così.
A parlare è Franck Ribéry, il fortissimo esterno del Bayern Monaco dai lineamenti un po' naïf. La presunta cornacchia del malaugurio, invece, sarebbe Francesca Sanipoli, la bella e brava inviata Rai finita suo malgrado nel tritacarne di Calciopoli. Pare che Luciano Moggi, grazie alla compiacenza del suo amico e - a quei tempi - direttore di Rai Sport, Ignazio Scardina, avesse ottenuto di relegarla al dequalificante ruolo di redattrice, con divieto tassativo di occuparsi delle partite della Juventus.
Almeno questo è quanto sostiene la telegiornalista nella causa di lavoro che porta avanti da alcuni anni e della quale ha parlato la settimana scorsa al processo di Napoli, processo nel quale è stata chiamata a deporre, come testimone dell'accusa, dai p.m. Logorroica oltre il sopportabile, la testimone Sanipoli ha costretto a più riprese il presidente del tribunale Teresa Casoria a ricordarle che le domande, in un processo, spettano ai giudici, all'accusa e alla difesa, mentre i testimoni devono limitarsi a rispondere. Ma il picco di nervosismo la Francesca adulatrice (falsa, si era capito?) di Franck e adoratrice (vera) di Francesco (Totti) l'ha raggiunto quando l'avvocato difensore di Luciano Moggi, Maurilio Prioreschi, le ha chiesto lumi sulle voci di una sua presunta propensione a portare sfiga che giravano negli ambienti juventini fino al 2006. Apriti cielo. "Mi dica chi le ha riferito quelle cose!", si è inalberata contro l'avvocato, il quale l'ha stoppata rifugiandosi nel provvidenziale quanto doveroso segreto professionale.
Francescona nostra, tanto per citare le uniche cifre che le sono sfuggite nel mare di dati snocciolati a perdifiato per dimostrare le vessazioni subite in Rai, nel periodo 2000-2006 si è sparata la bellezza di 243 giorni di malattia, "per due depressioni" dice. Roba che se la becca Brunetta la manda a seguire i pignoramenti di Unicredit alla famiglia Sensi vestita da ancella greca.
E come se non bastasse, a testimoniare l'accanimento verso di lei, la Sanipoli ha anche ricordato come fino al 2003-2004 fosse stata impiegata come inviata per seguire la Nazionale, ma poi, con l'avvento di Marcello Lippi come c.t., fine delle trasmissioni. Torna a casa, Francy. E poi non dovrei dire che Calciopoli ci ha fatto male?
Io, come ha tenuto a precisare l'avvocato Paolo Trofino nel contro-interrogatorio della Sanipoli seguito a quello di Prioreschi venerdì scorso, a queste cose della sfiga non credo, anche se il giorno successivo - quello di Juve Napoli, da 2-0 per noi a 2-3 per loro - credo che, come inviata a Torino, ci fosse proprio lei. Boh, si vede che a menare gramo era Moggi, almeno per chi ci crede.
"Perché nel nostro ambiente certe dicerie possono rovinare una vita, non solo una carriera", ha concluso seccata la Sanipoli in tribunale. Che poi, a onor del vero, il martedì dopo l'hanno mandata pure a Tel Aviv, dove la Juve ha vinto in Champions League.
Ma sì, tutte puttanate. Come certe telefonate, d'altronde, che di vite e di carriere ne hanno rovinate per così.

















